Emilio Tadini opere e archivio: Spazio Tadini, via Jommelli 24 Milano

Spazio Tadini via Jommelli 24 Milano

Spazio Tadini via Jommelli 24 Milano – opera di Enrico Baj per la mostra in corso Milano in arte 1945 – 1956

Emilio Tadini opere a Spazio Tadini, via Jommelli 24 Milano. Fondatori: Francesco Tadini e Melina Scalise. Spazio Tadini è Casa Museo inserita nel territorio per missione e per vocazione. Gli stessi romanzi e le raccolte poetiche di Emilio Tadini  testimoniano del suo profondo radicamento nel capoluogo lombardo e offrono, in molti casi, spaccati e ritratti di un paesaggio urbano e umano che si è andato modificando di pari passo con la crescita economica e culturale dei decenni che vanno dalla fine della Seconda Guerra Mondiale alle soglie del nuovo millennio. Spazio Tadini, Associazione Culturale non profit, è situato in uno dei primi edifici di Milano in cemento armato del Novecento, tra le pareti di una tipografia storica della città e dello studio che fu di uno dei più noti pittori e scrittori milanesi: Emilio Tadini. Oggi , oltre a custodirne l’archivio pittorico – anche per quanto concerne le quotazioni di Emilio Tadini ufficiali e le autentiche consigliamo di contattare Francesco Tadini alla mail: ft@spaziotadini.it – e letterario mettendolo a disposizione di numerosi studiosi e visitatori, è un luogo che da spazio all’arte, alla musica, alla narrativa, alla poesia, alla saggistica, al teatro, alla danza e ai dibattiti culturali. In via Jommelli 24, a poche decine di metri da piazza Loreto, Spazio Tadini nasce in omaggio al lavoro e alla passione di Emilio Tadini per la cultura e l’arte su iniziativa di Francesco Tadini, suo figlio, e Melina Scalise. In questa sede, c’è molto di lui, ci sono i suoi quadri, la sua nicchia dello studio con il lavello e i pennelli ancora intatta, ma tutto ciò che sta intorno è cambiato. Non è solo un luogo della memoria, ma è vitale e propositivo, aperto agli artisti e alla cultura così come lui era attento ai giovani e alle avanguardie.  Il suo atelier ospita quindi opere di artisti giovani e meno giovani, noti e meno noti, italiani e stranieri. L’ecletticità che ha contraddistinto il suo lavoro è ora presente in un luogo fisico: Spazio Tadini.

Il legame con il territorio (Emilio Tadini ha sempre vissuto, sin dalla pubertà, nella casa del padre, tipografo, di via Jommelli) va persino oltre il senso di appartenenza alla città  e riesce a trasformare la stessa zona di abitazione (Loreto – Lambrate – Buenos Aires, Porta Venezia) in ambientazione decisiva e fondativa dei caratteri  di molti personaggi che popolano i suoi libri, come si può evincere, ad esempio, da uno dei magistrali brani letterari. Vedi il seguente, apertura di uno dei suoi più celebri romanzi:

Emilio Tadini, La lunga notte (Rizzoli, 1987 e Einaudi, 2010)

Apertura 14.30. A quell’ora io entravo, da bambino, nella caverna dei giganti, al cinema. Arrivavo di corsa. E sempre in anticipo. Due e un quarto, due e venti… Aspettando, continuavo a spostarmi da un ingresso all’altro. Guardavo le fotografie dei film che stavo per vedere, dei prossimi. Lunedì, giovedì… Guardavo attraverso le vetrate, in mezzo all’atrio, il monumento argenteo della cassa. Su in alto, fra cerchi di neon, la cassiera si aggiustava il trucco reggendo lo specchietto con una manina di statua. Dalla borsetta aperta suol banco tirava fuori piccole cose scintillanti. Le portava alle guance, alle labbra.
Due e ventisette, due e ventotto… Quando l’orologio, per strada, davanti ai marmi della macelleria, segnava le due e mezzo appena la grossa lancetta nera si era fermata, che stava ancora vibrando, io incominciavo a battere con i pugni sui vetri della porta chiusa. Per un momento, la maschera continuava a guardare nel vuoto. Fumava mozziconi, li teneva con la punta dell’indice e del pollice. Io lo odiavo. E lui fingeva di non vedermi neanche. Io battevo più forte, indicavo l’orologio nella strada. Finalmente la porta si apriva. Ero il primo, alla cassa, il primo a entrare.
Dentro, odori violenti. Nausea, iniziazione… Mi sedevo – e dovevo ancora aspettare. Pregavo lo schermo: “Incomincia!” Imploravo. Finché le lampade si spegnevano lentamente, e veniva il buio, e poi, nel buio, esplodeva quella luce.
Ombre, portava lì, davanti a me, la luce – chissà da quali corpi e cose. Il mondo! Il mondo reso enorme e leggerissimo in figure, senza volume, senza spigoli. Soltanto un muro luminoso in fondo allo stanzone oscuro delle visioni. Mi sembrava di poter vedere tutto quanto per la prima volta. Le persone. I paesaggi, le grandi solitudini. Le folle. L’ostinato e la sua anima. Che cosa restava, fuori del cinema? Un deserto. Un deserto, con i miei quattro pensieri – sempre quelli – in ansia, esagitati, che andavano su e giù, sperduti in quel vuoto da vertigini… Ma qui! Mi sentivo sicuro, a guardare. Era come se ogni figura, non appena si era mostrata in quello scrosciare di microfulmini sullo schermo, precipitasse giù nella mia testa senza fondo. Le figure, dico. Le parole non le sentivo neanche. Un balbettio di tuono…
Film! Era come una sorgente che sgorgasse continua e senza fatica. Tanti, e così diversi, e tutti grandi, potevano essere gli uomini? All’angolo tra via Porpora e via Ampère, partoriva, il pianeta, eroi, giganti. Non parlo delle avventure, delle storie. Loro, quelle figure umane, così com’erano. Quelle sontuose apparizioni, nient’altro! Che cosa diavolo avevo, sotto le palpebre – che macchina? Mi si spalancava davanti, il campionario. Un vento lo sfogliava per me, enorme. Come una specie di respiro…
(pagg. 5-6)

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Informazioni su Francesco Tadini

Francesco Tadini. Aiuto Regista per alcuni anni al Teatro alla Scala di Milano, dall'Aida con Ronconi a il Pelleas et Melisande con Antoine Vitez. Regista televisivo per RAI, MEDIASET, TVSvizzera Italiana, ZDF, ARTE. Fondatore di tre società di comunicazione video e multimediale. Pubblicitario e consulente per ENI e SNAM Rete Gas. Ideatore e Produttore del primo adventure game multimediale di "Edutainment" in Italia, per ENI e LEGAMBIENTE: "Equilibrium". Ha realizzato per RAITRE per anni come autore e regista (sia dei documentari che delle dirette TV) il programma culturale di punta "Non solo Film" con Giancarlo Santalmassi conduttore. Un anno negli Stati Uniti con più di 1200 interviste realizzate per la RAI. Autore di 51 puntate del programma "La macchina del tempo" condotto da Alessandro Cecchi Paone e in onda su MTV Channel. Gallerista. Blogger. Ha fondato Spazio Tadini con la giornalista Melina Scalise
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