Emilio Tadini artista e scrittore – La tempesta, pagine scelte da Spazio Tadini

Tadini

Tadini a New York (foto di Gianfranco Pardi)

Emilio Tadini artista e scrittore – La tempesta, pagine scelte da Spazio Tadini – pagine (12-15) dell’opera di Tadini. (>LINK per consultare le altre parti). (…)  Ah, Prospero! Eppure, un saluto, almeno, te lo dovevo. Forse ti avrei dovuto addirittura un discorsetto funebre, o qualcosa del genere. Lui sì, il tuo Nero, lui era stato bravo. Ma io…
Hai sentito che cosa ero stato capace di inventare? Bella roba! Avevo fatto fìnta di niente, come se provassi vergogna, e avevo lasciato cadere sul tuo lenzuolo un gorgoglio da radio con le pile scariche. >

 

Tadini

Tadini – Museo dell’uomo. Donne che corrono in riva al mare, 1974. Acrilici su tela, 260 x 400 cm

«Poveraccio! » Un bell’omaggio davvero. Dato – e voluto indietro già nel darlo… Un tira e molla, come viatico.
È vero che mi tremavano le labbra, è vero anche che la poltrona su cui ero seduto, o piuttosto sdraiato, stava affondando pian piano nel mare del parquet. Ma, dopo tutto, era stato per me che avevi messo in scena tutto intero il tuo ultimo polpettone – quella specie di testamento frenetico e talmente comico da sembrare disperato… Sicuro, era stato per i miei occhi che ti eri messo a nudo, per le mie orecchie che avevi parlato e straparlato – e tanto, che ero stato quasi sul punto di gridare «Basta! », come quando a tavola ti versano troppa roba nel piatto.
Tu non mi avevi scelto, d’accordo. Io ti ero capitato in casa. Il giornalista alla corte del Re Pazzo…
Mi ero precipitato, io, su una storia – sulla mia brava storia a sensazione, dico. «Pazzo minaccia a mano armata il vigile che gli intima lo sfratto, poi spara sulla polizia. Assediato in casa. Implicato un extracomunitario». Poi, avevo sentito la tua voce al telefono – quel delirio… Com’è che avevi detto? «Per vedere nel buio… » Il mio caso! E così ero entrato di corsa in casa tua, tirandomi dietro i quattro trucchi e le sette furberie del mio mestiere. Ma tu, la mia povera mercanzia l’avevi presa per oro, oro puro.
Io ti avevo declamato con il mio falsetto da imbonitore maldestro: -Parli a me, non abbia paura! Io sono un giornalista, dico la verità, piuttosto conosciuto. Parlando a me, lei si farà sentire da milioni di persone! – E tu, in risposta, mi avevi aperto il tuo cuore, e non solo mi avevi parlato, ma mi avevi addirittura preso a testimone e confidente delle ultime ore di un regno.

Tadini

Tadini – L’occhio della pittura, 1978. Acrilici su tela, 134 x 200 cm

La tua casa, mi avevi fatto vedere. La tua isola, com’era scritto sulla piastrella di ceramica vicino alla porta, sopra l’isoletta dipinta alla buona, con il pesce e la nave sullo sfondo.
Tutto, me lo avevi squadernato davanti, quel tuo sistema minuzioso e forsennato di cose e di figure, quel teatro in cui avevi messo in scena i tuoi bravi misteri – dolorosi o gaudiosi o soltanto fiduciosi che fossero. E mi avevi accompagnato dappertutto, da est a ovest e da nord a sud. Un viaggio, un vero viaggio.
Mi avevi fatto guardar giù dalle finestre sulla strada e dalle finestre che davano sul cortile e poi su quella specie di terra desolata, tra il cimitero di automobili e l’aeroporto. Mi avevi fatto attraversare il deserto del terrazzo e le paludi della cantina. Mi avevi fatto annusare gli alisei che soffiavano da una finestra all’altra, periodici, per andare a ingolfarsi nella tromba delle scale. H clima, mi avevi fatto sperimentare – tutte le variazioni climatiche da un piano all’altro. E mi avevi aperto la porta di tutte le stanze come si alza un velario su qualche rivelazione spettacolosa.
– Vede? – continuavi a dirmi. – Vede? – Tutto preoccupato… Ma sì, che vedevo. Ne ho viste, di cose… E in confusione – come ne sto parlando.
Tutta la tua baracca, mi avevi fatto vedere. Perché di me ti fidavi. Ti eri fidato subito – da quando ti avevamo chiamato dal telefono del bar, quando io avevo preso la cornetta dalle mani del commissario e per un po’ ti avevo ascoltato e poi ti avevo detto: – Vengo da lei – e tu, con un tono di voce del tutto normale, avevi detto: – Va bene – e poi, prima che il commissario o chiunque altro potesse fare qualcosa per impedirmelo, ero uscito dal bar e avevo attraversato la strada dicendomi «Sto sognando, vero? Sto sognando», finché il Nero, stringendo il fucile nella destra, con la sinistra aveva aperto il cancello, e ringhiando in segno di benvenuto o di minaccia mi aveva fatto entrare.
– Vede? – avevi continuato a dirmi. – Ha visto?
Quasi cieco, io, va bene. Ma da dietro le mie lenti spesse un dito l’ho visto tutto, il tuo acquario in burrasca.

Il gallerista Francesco Tadini,  figlio di Emilio Tadini, fonda insieme a Melina Scalise il luogo culturale Spazio Tadini di Milano, in via Jommelli 24 e il magazine d’arte contemporanea Milano Arte Expo. Spazio Tadini, presente nelle pagine del portale di Storie Milanesi è riconosciuto Casa Museo di Milano e organizza mostre d’arte, è location di presentazioni editoriali, eventi spettacoli teatrali e di teatro-danza, concerti. La struttura di Spazio Tadini è su due livelli, nati dall’unione dello studio dove dipingeva Emilio Tadini e gli spazi dell’antica tipografia Marucelli.

 

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Informazioni su Francesco Tadini

Francesco Tadini. Aiuto Regista per alcuni anni al Teatro alla Scala di Milano, dall'Aida con Ronconi a il Pelleas et Melisande con Antoine Vitez. Regista televisivo per RAI, MEDIASET, TVSvizzera Italiana, ZDF, ARTE. Fondatore di tre società di comunicazione video e multimediale. Pubblicitario e consulente per ENI e SNAM Rete Gas. Ideatore e Produttore del primo adventure game multimediale di "Edutainment" in Italia, per ENI e LEGAMBIENTE: "Equilibrium". Ha realizzato per RAITRE per anni come autore e regista (sia dei documentari che delle dirette TV) il programma culturale di punta "Non solo Film" con Giancarlo Santalmassi conduttore. Un anno negli Stati Uniti con più di 1200 interviste realizzate per la RAI. Autore di 51 puntate del programma "La macchina del tempo" condotto da Alessandro Cecchi Paone e in onda su MTV Channel. Gallerista. Blogger. Ha fondato Spazio Tadini con la giornalista Melina Scalise
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