Milano 16 agosto 2016 un’idea dalla città di Expo – di Francesco Tadini

Francesco Tadini

Francesco Tadini – un’idea per Milano

Milano 16 agosto 2016: un’idea dalla città di Expo. Passando di fianco – rigorosamente in bicicletta – all’area dove si è svolto Expo 2015 – a Francesco Tadini viene un po’ di nostalgia ricordando gli sfavillanti padiglioni dell’Esposizione Universale. Ne abbiamo parlato molto sul magazine di Spazio Tadini, con un bel numero di racconti della brava Michela Ongaretti (leggili al >LINK). Ma come è questa Milano assolata e appena impigrita dall’estate 2016, ma che sembra conservare quasi intatta la sua vitalità metropolitana, a giudicare dagli eventi, dai concerti, da molti esercizi commerciali aperti, dall’appena conclusa Estate Sforzesca con tutto il suo corposo programma?

Scrive Dino Buzzati – in un’articolo del 15 agosto 1964  “…Gli ultimi Ferragosti, anzi, del ‘61, del ‘62, del ‘63, avevano dato l’impressione di una certa ripresa vitale, nel senso che la città conservava un aspetto abbastanza cittadino. – il pezzo è stato ripubblicato dal Corriere della Sera in questi giorni – Quest’anno invece, e con un anticipo di vari giorni, un vuoto meraviglioso. Meraviglioso o inquietante? (…)”

Il 1964 era un anno culmine per l’economia e lo slancio italiano. E a Milano, poi! Quali novità? Nutella per i golosi, tanto per dire, ma non solo milanesi… Poi? Beh, innanzi tutto – io avevo tre anni – l’inaugurazione della prima linea, la rossa, della metropolitana: un capolavoro anche di architettura, design e grafica. Il progetto, realizzato da Franco Albini e Franca Helg, e la segnaletica del metrò, disegnata dalla mano magica di Bob Noorda. Poi ancora? Ecco: senz’altro l’apertura dell’Autostrada del Sole con i sui 761 chilometri che collegano Milano e Napoli. Il Nord e il Sud simbolicamente – e non solo – uniti da un’arteria dove non scorrono globuli rossi ma, in abbondanza, persone, sogni, idee… Forse è per questa ragione che la Milano del ’64 – per come ne parla Buzzati, diventa “fantasma”. L’irrealtà – fino a pochi anni prima – diventa la realtà di un Paese unito, finalmente, dopo la ricostruzione del dopoguerra… E poi? Nasce la Sip, che installa cabine telefoniche ovunque: anche nella provincia più sperduta. Vi sembra poco? Altro che internet: in quel momento voleva dire tutto. Significava la nascita dell’era della comunicazione, nella quale l’individuo poteva raggiungere – con la propria parola – qualunque altro cittadino… e dire “ti amo” …e l’altro poteva rispondere: “…ma quanto mi ami?”.

Torniamo alla Milano odierna. A questo agosto dell’anno successivo alla grande ribalta di Expo. E comprendiamo subito una cosa: il capoluogo lombardo non si spegne mai perché – innanzi tutto – ha una nuova popolazione residente costituita da masse di neofiti. Di immigrati. Di profughi da orrende guerre. Di gente che trova fantastico affidare le speranze di una vita migliore per i propri figli ai tetti della Madonnina! E le strade della movida sono piene anche a Ferragosto. La nuova Darsena e la zona tutta dei Navigli, poi, sono brulicanti di un popolo che non sente la nostalgia delle spiagge o dei monti. E che non ha affatto l’aria mesta di chi “deve” accontentarsi.

Il nuovo sindaco Beppe Sala sostiene che “Milano è un territorio dove si possono fare delle ottime sperimentazioni di questo nuovo modello di accoglienza”. Lo dice chiedendo – ragionevolissimamente –  fondi Europei per consentire all’Italia e alle sue metropoli di gestire al meglio la questione profughi.

Sono, in tutta modestia, totalmente d’accordo con Sala. Milano è diventata – se lo è conquistato – città dell’accoglienza e della sperimentazione.

Butto lì un’idea…. L’ISIS ha distrutto l’arco di trionfo di Palmira… E se lo ricostruissimo a Milano, magari nell’area Expo? Dico: se mettessimo all’opera un gruppo di giovani scenografi (magari da tutto il mondo e di tutte le religioni) e provassimo a rifarlo in una scala adeguata? Potrebbe seguire la ricostruzione di altri “simboli” non solo legati a un credo ma – più in generale – al bisogno di “far memoria” e di unire i popoli accanto al “bello”, all’arte …alle cose che rimangono e si tramandano nei millenni, a ciò per cui vale la pena di viaggiare e scoprire personalmente …. a ciò che può indurre un flusso turistico, oltretutto!…

Francesco  Tadini

contatti Francesco Tadini: francescotadini61@gmail.com – mob. 3662632523

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Informazioni su Francesco Tadini

Francesco Tadini. Aiuto Regista per alcuni anni al Teatro alla Scala di Milano, dall'Aida con Ronconi a il Pelleas et Melisande con Antoine Vitez. Regista televisivo per RAI, MEDIASET, TVSvizzera Italiana, ZDF, ARTE. Fondatore di tre società di comunicazione video e multimediale. Pubblicitario e consulente per ENI e SNAM Rete Gas. Ideatore e Produttore del primo adventure game multimediale di "Edutainment" in Italia, per ENI e LEGAMBIENTE: "Equilibrium". Ha realizzato per RAITRE per anni come autore e regista (sia dei documentari che delle dirette TV) il programma culturale di punta "Non solo Film" con Giancarlo Santalmassi conduttore. Un anno negli Stati Uniti con più di 1200 interviste realizzate per la RAI. Autore di 51 puntate del programma "La macchina del tempo" condotto da Alessandro Cecchi Paone e in onda su MTV Channel. Gallerista. Blogger. Ha fondato Spazio Tadini con la giornalista Melina Scalise
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