Marcello Piacentini: concorso per il piano regolatore di Milano, 1927

Piero Portaluppi

Piero Portaluppi, Nuovo Piano Regolatore nel quartiere Monte Amarillo, 1920

Marcello Piacentini: testo sul concorso per il piano regolatore di Milano, 1927 – dal n° 81 della rivista di architettura Edilizia Moderna. Le discussioni furono lunghe ed animate. Alcuni membri della giuria tendevano a dare la loro preferenza ai progetti basati su radicali trasformazioni della Città, altri propendevano invece per quelli basati sulla conservazione dei quadri storici e artistici, pur conciliando queste esigenze con quelle dei servizi tecnici. … I tre premi furono quindi attribuiti così: il primo pre­mio al progetto « Ciò per amor » (arch. P. Portaluppi e ing. M. Semenza); il secondo al proget­to « Forma urbis mediolani » (arch. A. Alpago No­vello, G. De Finetti, G. Muzio, T. Buzzi, O. Ca­blati, F. Ferrazza, E. Lancia, M. Marelli, G. Pon­ti, A. Gadola, A. Minali, P. Palumbo, F. Reggiori) e il terzo al progetto « Nihil sine studio » (Ing. C. Chiodi, Arch. G. Merlo e Ing. G. Brazzola).

Inoltre la giuria indicò come ottimi e buo­ni, sotto aspetti parziali, numerosi altri progetti, fra i quali citeremo i seguenti: « El noster Dom » (Ing. E. Steffini e Arch. M. Stroppa) «Alberto da Giussano » (Ing. P. Aschieri, Arch. A. Limon­gelli, F. Nori, G. Venturi, P. Lombardi, Ing. V. Ciampoli) « Cura Viarum » (Ing. E. Annoni, Arch. E. Tarantini) « S.A.8 » (Arch. G. Greppi) « X.Y.Z » (Ing. A. Bordoni, Ardì. L. M. Caneva, A. Car­minati) «Breviter» (Ing. E. Mazzocchi). …Il progetto Portaluppi-Semenza apre dunque nella vecchia compagine di Milano una rete di grandi arterie nuove, poco o nulla seguendo o adattandosi alle esistenti: nè si contenta di questo, ma tra le varie maglie di questa rete vengono previste una infinità di altre arterie larghe, rettilinee e regolari, che sono quasi sempre inutili, e distruggono totalmente la Città esistente. Ne è conseguenza un dedalo intricato di strade, (con una somma di superficie enorme, pari, se non superiore, a quella alienabile) senza una ben determinata gerarchia, con residui irregolari a volte piccolissimi e con difficile orientamento: strade che si intersecano tra loro in un numero grandissimo di incroci e di stelle. … Così, vengono dedotti, partendo sempre dal principio astratto di poter fare pressoché « tabula rasa » dell’attuale fisionomia della città, i dati numerici riferentisi alle ampiezze stradali più idonee ad ottenere un fruttuoso sfruttamento del suolo (m. 30 per le arterie stradali principali) in rapporto alle più opportune e redditizie altezze dei fabbricati prospicienti (maximum di m. 40; m. 28 di media), le percentuali delle aree occupate dalle strade in rapporto alle aree fabbricabili ecc.

piano regolatore di Milano

Concorso per il piano regolatore di Milano, il piazzale della nuova stazione 1927

… Dal punto di vista architettonico il progetto valorizza i più importanti centri artistici della città attuale, qualche volta però sacrificando troppo l’ambiente, senza considerare che i monumenti di Milano non hanno sufficiente importanza per star soli e spaesati. … I quartieri suburbani sono ben disposti e collegati, ma si osserva in essi un eccessivo carattere simmetrico, spesso addirittura monumentale, ne’ si pensa possa adottarsi il sistema di grandi zone a costruzione intensiva alternate con altrettanti enormi zone a villini. Il progetto « Forma Urbis Mediolani » del gruppo degli urbanisti milanesi, è studiato con infinito amore, e con grande conoscenza e rispetto per la città. Si basa sul criterio generale dello sdoppiamento delle arterie: le nuove parallele alle esistenti. Non ingrandisce le vecchie: sistema troppo costoso, lungo e non pratico. Il traffico non è portato al centro. Questo è racchiuso da un anello dal quale partono le radiali, che congiungono i vari quartieri della Città senza attraversare il Centro. … Buone sono state trovate le vie trasversali, e le tangenziali. …Anche la conservazione dei punti più interessanti del Naviglio, specialmente lungo la fronte posteriore dell’Ospedale Maggiore e a S. Marco, è degna di essere approvata. … La zonizzazione esterna, al di là dei nucleo propriamente urbano nettamente delimitato è a settori separati tra loro da giardini a zone agricole alternativamente e industriali, di abitazioni operaie, presso i sobborghi esistenti e di abitazioni signorili. I nuclei satelliti sono creati ex novo con apposite vie di comunicazione a sufficiente distanza dal nucleo urbano. … Dal punto di vista architettonico, gli edifici sono immaginati con quel sano e fervido buon gusto e senso di modernità pur legato alle tradizioni, che tutti riconosciamo da tempo al gruppo degli urbanisti milanesi. La speciale maniera neoclassica, che caratterizza questo gruppo di artisti è facilmente identificabile. Ottime in generale le sistemazioni parziali degli ambienti vecchi e di carattere. Sotto il punto di vista del rispetto al carattere della Città il progetto « For­ma Urbis Mediolani » è anzi da giudicarsi il migliore. … Il progetto nel suo complesso è assai equilibrato e rispondente alle possibilità, … Il progetto « Alberto da Giussano » è studiato sommariamente nella parte tecnica ed edilizia. … Benché frammentario e parziale dal lato tecnico, tuttavia dal punto di vista architettonico, questo progetto è svolto con quella originale e feconda ispirazione che tutti riconoscono nei suoi autori, noti artisti romani. Nelle prospettive, ricche di anima e disegnate con gran calore, è anzi troppo presente la romanità, almeno in relazione all’ambiente settentrionale: benché tale carattere risulti in molte tavole vivificato e reso attuale da un sapiente innesto delle sontuose forme decorative dell’Urbe coi nudi volumi architettonici moderni, con le rigorose delimitazioni dei rapporti tra gli spazi, e con i geometrici ed uniformi accordi tra pieni e vuoti che l’edilizia moderna esige.

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