Architettura tra metafisica e storia

Galleria Vittorio Emanuele a Milano

Giuseppe Mengoni, Galleria Vittorio Emanuele a Milano, 1867-77

Architettura tra metafisica e storia – Mentre da un lato la necessità di risolvere architettonicamente le nuove tipologie (come ad esempio la struttura condominiale) operava una serie di dilatazioni all’interno della sintassi fatta di elementi classici, dall’altro era la stessa situazione di connessioni urbane a mettere in crisi la volumetria tradizionale dell’edificio, il suo rapporto con la rete viaria. La casa di via Moscova di Giovanni Muzio (1923) senza una vera “fronte” ed un vero “retro”, costruita secondo una serie di frammenti colati l’uno nell’altro, con una volumetria chiusa, continua, di austera essenzialità è considerata dagli storici il momento più preciso della tematica del primo Novecento in architettura. Qui sono riassunti i temi principali dibattuti nei dieci anni precedenti. La volontà di formare una moderata avanguardia, rispettosa della libertà dell’artista e connessa ai problemi del ritrovamento di un linguaggio edilizio comune, di fronte ai problemi quantitativi dell’edilizia moderna, che viene identificato (come già in qualche modo nel caso degli architetti inglesi Adam alla fine del ’700) con la grammatica classica secondo quel tipico falso dilemma passato-futuro, doveva fatalmente risolversi per il passato, perché ragione e tradizione erano in quel momento invocate da tutta la cultura italiana. Ma era l’esperienza della pittura metafisica italiana a immettere gli elementi dissolutori, ed in questo senso positivi, in quella stessa grammatica che si componeva, a livello sintattico, secondo nuove magiche connessioni. Colonne, archi, timpani ridotti alle loro forme geometriche pure (sfere, cilindri, ecc.) o piegati ad invenzioni decorative, sono connessi tra loro da una diversa logica appunto “metafisica”, che mette ironicamente in gioco la loro stessa consistenza, proprio attraverso il reciproco incontro, trasformandoli in simboli richiamati da memorie lontane a fissare tutta l’assurdità del reale.

Dal n° 81 della rivista di architettura Edilizia Moderna.

Archivio Francesco Tadini

storia dell’arte e dell’architettura contemporanea

Architettura moderna

Architettura moderna – Alessandro Antonelli. Casa delle colonne a Torino, 1854.

 

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Informazioni su Francesco Tadini

Francesco Tadini. Aiuto Regista per alcuni anni al Teatro alla Scala di Milano, dall'Aida con Ronconi a il Pelleas et Melisande con Antoine Vitez. Regista televisivo per RAI, MEDIASET, TVSvizzera Italiana, ZDF, ARTE. Fondatore di tre società di comunicazione video e multimediale. Pubblicitario e consulente per ENI e SNAM Rete Gas. Ideatore e Produttore del primo adventure game multimediale di "Edutainment" in Italia, per ENI e LEGAMBIENTE: "Equilibrium". Ha realizzato per RAITRE per anni come autore e regista (sia dei documentari che delle dirette TV) il programma culturale di punta "Non solo Film" con Giancarlo Santalmassi conduttore. Un anno negli Stati Uniti con più di 1200 interviste realizzate per la RAI. Autore di 51 puntate del programma "La macchina del tempo" condotto da Alessandro Cecchi Paone e in onda su MTV Channel. Gallerista. Blogger. Ha fondato Spazio Tadini con la giornalista Melina Scalise
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